• La depressione nascosta nell’anziano

    Uno studio recente, pubblicato sul numero di ottobre 20015 del BMC Family Practice, punta l’attenzione sulla depressione nascosta nell’anziano.

    Gli autori, dell’Università di York e dell’Istituto di Ricerca di Keel, in Inghilterra, sottolineano che le stime della prevalenza della depressione nelle persone anziane variano, ma possono arrivare fino al 20%. Una cattiva condizione di salute mentale presenta spesso una co-morbidità con malattie fisiche croniche ed a lungo termine, quali il diabete, la malattia coronarica, l’ictus e il morbo di Parkinson, che sono tutte più comuni in età avanzata. L’abbassamento del tono dell’umore riduce la qualità della vita e aumenta il rischio di suicidio, aumenta anche l’utilizzo di assistenza sanitaria e sociale, compreso l’uso di cure non fornite dal sistema sanitario nazionale e nelle persone anziane è associata al verificarsi di lutti, ad una situazione di solitudine ed alla presenza di altre malattie. La depressione nell’anziano inoltre è nota per essere sotto-diagnosticata e sotto-trattata. Le persone anziane possono avere difficoltà a parlare con i loro medici circa un abbassamento del tono dell’umore, e medici possono non identificare la depressione a causa del tempo limitato della consultazione e della scarsità di servizi a cui inviare i pazienti più anziani.

    Lo studio recentemente pubblicato si è proposto di indagare la depressione nascosta nell’anziano e rappresenta uno studio qualitativo nidificato in un trial randomizzato controllato per gli anziani con depressione da moderata a grave, il CASPER Più Trial (Cura Collaborativa per lo Screening degli Anziani Positivi). Sono stati intervistati medici di base, case manager (CM) e pazienti partecipanti per esplorare le prospettive e le esperienze di fornitura e di ricezione di un intervento psicosociale, sviluppato appositamente per gli anziani nella medicina di base, nel contesto di un quadro di cura collaborativa. Le trascrizioni sono state analizzate tematicamente secondo principi di comparazione costante.

    Sono state condotte 33 interviste e, attraverso i tre insiemi di dati, sono stati individuati quattro temi principali: rivelare la depressione nascosta, ridurre i “punti ciechi”, le occasioni per parlare al di fuori della consultazione di medicina di base e “fare un passo avanti” rispetto alla depressione.

    I risultati hanno mostrato che la depressione è comunemente nascosta  e coesiste con condizioni fisiche che rappresentano una priorità sia per i pazienti sia per i medici. Essere invitati a partecipare ad uno studio sulla depressione sembra facilitare l’accettazione dei sintomi, può ridurre la stigmatizzazione e permettere alle persone anziane di divulgare i loro sentimenti, assegnare un nome al problema, ed accedere alla cura adeguata. Le persone anziane apprezzano l’opportunità di parlare al di fuori della consultazione con il medico di base. Anche se i risultati del CASPER Più Test Controllato Randomizzato non sono ancora noti, i risultati di questo studio qualitativo nidificato suggeriscono che un intervento psicosociale fornito da un case manager può costituire una risorsa preziosa, che colma una lacuna nella cura di persone anziane affette da depressione . L’Attivazione Comportamentale (BA) favorisce una maggiore attività e contatto sociale, che possono migliorare i sintomi delle malattie fisiche e l’umore; può consentire agli anziani di ‘fare un passo avanti’ rispetto alla depressione, fornendo loro gli strumenti per gestire i propri sintomi.