• Efficacia e sicurezza farmaci antidepressivi negli anziani

    Recentemente si è molto discusso nella comunità scientifica circa l’efficacia e la sicurezza dei farmaci antidepressivi in generale.

    Si è scoperto che l’efficacia di tali farmaci è notevolmente inferiore a quella che veniva propagandata dalle varie case farmaceutiche, che essa è quasi inesistente per le depressioni minori, che gli effetti collaterali e l’effetto placebo erano più consistenti di quanto precedentemente creduto. Questo avanzamento della conoscenza è stato principalmente dovuto all’utilizzo di una mole notevole di studi che la case farmaceutiche avevano effettuato ma mai pubblicato in quanto non coincidenti con i loro interessi commerciali.

     

    Per quanto riguarda nello specifico l’efficacia e la sicurezza dei farmaci antidepressivi negli anziani, due recenti metanalisi di studi randomizzati in doppio cieco (NEJM JW Gen Med Jul 15 2013 e Am J Psychiatry 2013; 170:651) hanno mostrato solo una minima efficacia dei farmaci antidepressivi in persone di più di 60 con un esordio relativamente recente di disturbo depressivo maggiore.

     

    Ancora più recentemente, nel maggio 2105, alcuni ricercatori hanno pubblicato una metanalisi Thorlund K et al. J Am Geriatr Soc 2015 May) per comparare tra loro efficacia e sicurezza di alcuni farmaci antidepressivi negli anziani: il citalopram, l’escitalopram, la paroxetina, la duloxetina, la venlafaxina, la fluoxetina e la sertralina.

    Per l’efficacia si è considerato il parametro della risposta parziale (almeno il 50% di riduzione dei sintomi psichiatrici). Per la sicurezza si sono raccolti una serie di dati risultati piuttosto confusi, per cui l’unico parametro di confronto che è stato possibile utilizzare è stata l’incidenza di capogiri.

    I risultati hanno evidenziato che solo tre farmaci – la sertralina, la paroxetina e la duloxetina – si sono mostrati per efficacia superiori al placebo mentre la venlafaxina e la duloxetina hanno evidenziato un’incidenza di capogiri superiori al placebo e la sertralina ha fatto registrare il valore più basso di tale effetto collaterale.

     

    Pur non potendo generalizzare quanto ottenuto, per le limitatezze dovute alla ristrettezza del campione considerato ed alla difficoltà di considerare una serie importanti di dati in quanto non confrontabili, la sertralina è emerso da questo studio come l’antidepressivo più indicato per la cura del paziente di età superiore ai 60 anni.

    Da segnalare che il trattamento farmacologico in generale non va considerato come il primo approccio alla depressione dell’anziano. Vanno anche valutate  infatti dagli specialisti tutte quelle condizioni legate allo stile di vita (alimentazione inadeguata, scarso esercizio fisico, ridotta interazione sociale) che, da sole o combinate tra loro, possono contribuire all’instaurarsi di uno stato depressivo e che possono essere risolte senza dovere necessariament ricorrere ad trattamento farmacologico antidepressivo.