• Psicoterapia

    Secondo una recente ricerca della Società Italiana di Psichiatra, sono 17 i milioni di italiani afflitti da disagio psichico, circa 1 persona su 4. Di questi però solo l'8-16% entra in contatto con un professionista e solo l'1-3% riceve un trattamento adeguato.

    Che cosa sia esattamente il disagio in fondo nessuno lo sa. La psichiatria è giunta ad una classificazione meramente descrittiva e convenzionale della varie forme di malessere psichico (ICD 10, DSM V), per cui molti studiosi dubitano che a termini  quali "Schizofrenia, Disturbo Bipolare, Disturbo Borderline" corrispandano effettivamente nel mondo esterno delle vere e proprie malattie, con una loro etiologia, fisiopatologia, sintomatologia, cura e trattamento specifico.

    I tentativi della genetica e delle neuroscienze nel corso dell'ultimo secolo hanno prodotto una serie di teorie ed ipotesi circa le cause e le modalità di manifestazione del disagio psichico, ma nessuna di queste è stata in grado di dare ragione della incredibile varietà e multiformità dei dati acquisiti.

    Gli scienziati pertanto concordano che l'unica teoria in grado di spiegare il disagio psichico sia quella della multifattorialità: non essendo stato individuato un unico inequivocabile fattore causale, si è giunti alla conclusione che il disagio psichico sia la risultante del sommarsi di fattori di varia natura (biologici, sociali, relazionali).

    Lo stesso vale per quanto riguarda le possibilità di cura del disagio psichico. La vasta mole di studi effettuati  non sono stati in grado di fornirci delle risposte precise: una delle poche certezze è quella che nei paesi del terzo mondo, dove la disponibilità di psicofarmaci è decisamente minore ed in alcuni casi assente, il disagio psichico più grave - la schizofrenia - sembra avere una prognosi migliore rispetto a quella dei paesi industrializzati. Perchè questo avvenga è ancora fonte di discussione.

    Il disagio psichico, comunque lo si voglia classificare, rimane sempre e comunque un'esperienza umana che imprime una nota di dolore nella percezione di sè, del propro corpo, degli altri e del mondo in cui si vive.

    Essendo un'esperienza umana, il disagio psichico è quindi intrinsecamente connesso con quanto ci accade intorno, secondo tempi e modi del tutto specifici e legati alla storia individuale di ciascuno. Volenti o nolenti noi viviamo immersi in un intreccio continuo di relazioni con persone e cose, che possono nutrire il nostro benessere psicofisico o viceversa minacciarlo ed affievolirlo.

    In questo senso il disagio psichico può anche essere concepito come un segnale d'allarme, una spia che ci avverte che qualcosa non va nel modo in cui stiamo conducendo la nostra vita con gli altri e nel mondo.

    In greco antico "crisi" significa "passaggio": la crisi psicologica, che può assumere forme quanto mai varie, può quindi essere un passaggio altamente significativo della nostra vita, in grado di connetterci con le parti più profonde di noi stessi e  farci scoprire il senso e l'autenticità del nostro esistere.

    In questi momenti particolari del nostro percorso la cosa più importante, ed a volte più difficile, è quella di rompere le catene del silenzio e dell'isolamento ed avere il coraggio di affidarci a qualcuno.

    Questo qualcuno, se è un professionista serio e competente, avrà solo il compito di accompagnarci a riscoprire le risorse umane che giaciono, come eclissate, dentro di noi.